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L’avorio e il mammut: differenze ed identificazione.

Essere ben informati su questo materiale è molto importante; saper distinguere l'avorio dal mammut non ha soltanto un valore professionale ma etico.

Gli elefanti sono patrimonio dell'umanità, non possono essere fonte di guadagno per alcuni, e la loro estinzione è un grave danno all’umanità.

ll CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie protette), è entrato in vigore in Italia il 31 dicembre 1979. L'import, l'export e la vendita sono illegali, tranne per l'avorio importato in Italia prima del 1989 e registrato. In Italia le leggi del 7 febbraio 1992 n.150 e del 13 marzo 1993 n.59, conseguenti alla Convenzione Internazionale di Washington del 1973, tutelano la salvaguardia di specie animali in via di estinzione. Poiché certe specie vengono cacciate a causa dell’avorio che se ne può trarre, chi commercia questo prodotto ricavato da animali uccisi dopo il 1992 commette reato.

Gli animali più utilizzati sono: l’elefante, il rinoceronte, l’ippopotamo, il narvalo e tanti altri.

 
Miniatura realizzata in avorio di mammut Sezione di zanna di mammut

In questo articolo ci occuperemo in particolar modo dell’avorio di elefante e dell’avorio fossile (il mammut), il motivo di questa scelta è dovuta alla difficile identificazione e alla conseguente confusione che si è creata tra questi due materiali; questo ne facilita il commercio e il conseguente sterminio.

Io mi reco spesso in Cina, in particolar modo ad HongKong, e non ho potuto fare a meno di notare con quanta indifferenza vene venduto l’avorio di elefante. Le vetrine dei grandi magazzini sono colmi di statue di discrete dimensioni vendute insieme a quelle di avorio di mammut.

La differenza tra questi due materiali è sostanziale, la prima è illegale in quasi tutto il mondo civilizzato, la seconda essendo frutto di giacimenti fossili, è legale in tutto il mondo. Il problema nasce quando sotto falso nome, camuffato da mammut, viene importato legalmente avorio di elefante illegale.

La distinzione tra i due è particolarmente difficile perché entrambi appartengono allo stesso ordine Proboscidea, e alla stessa famiglia Elephantidae.

In questo articolo sarò volutamente precisa, tentando di dare un piccolo contributo a questa causa.

L'AVORIO di elefante: L’avorio, o più propriamente la dentina, si ottiene da gli incisivi superiori del maschio e della femmina dell’ elefante africano, e del maschio dell’elefante asiatico. Essi continuano a crescere per tutta la loro vita. Le zanne dell’elefante hanno una massa media di circa 7 kg, ma possono raggiungere pesi straordinari che sfiorano i 90kg ed oltre. Tutti gli elefanti appartengono all’ordine Proboscidea, che comprende sei famiglie, cinque delle quali estinte. Della famiglia vivente elephantidae sopravvivono solo due specie: l’elefante africano “Loxodonta africana” e l’elefante asiatico “Elephas maximus”.

L'AVORIO di MAMMUT: Elefante primitivo, detto anche fossile abitava l’emisfero settentrionale  circa 12.000 mila anni fa, attualmente si trovano per la maggior parte in Siberia, nei dintorni del fiume Lena. Il suo nome è Mammuthus primigenius. L’avorio di mammut può essere considerato avorio a tutti gli effetti in quanto la composizione delle zanne non si è modificata significativamente nel tempo.

Miniatura in avorio di mammut Miniatura in avorio vegetale

IDENTIFICAZIONE: Innanzitutto bisogna dire che la densità e l'indice di rifrazione sono identici per entrambi i materiali e quindi non vi daranno alcun aiuto nella divisione tra avorio di elefante ed avorio di mammut.

La densità è di 1,85 e l’indice di rifrazione è di nD=1,520-1,550, con un valore medio di nD=1,535-1,540.

Questo dato vi sarà utile soltanto per dividere l’avorio dagli altri materiali simili all'avorio ma non per una distinzione genetica tra avorio di elefante ed avorio di mammut.

L'unica possibilità di dividere questi due materiali è con un'attenta osservazione al microscopio o al lentino, dove si potranno osservare delle linee curve che si intersecano a losanga, alternativamente chiare e scure, denominate "linee di Retzius", (dal nome del naturalista svedese Anders Retzius, 1837), la causa di queste linee è da addebitarsi ad una proteina “il collageno”. Queste linee sono presenti in altri avori, per esempio il corno del rinnoceronte le ha ma sono molto diverse da quelle dell'elefante.

 Le linee raffigurate nelle foto sottostanti non si trovano in nessun altro tipo di avorio e sono diagnostiche soltanto per l’avorio elefantino attuale e per l’avorio fossile; ma un’ulteriore divisione, anche se difficile, è possibile: innanzitutto bisogna osservare la superficie degli oggetti da esaminare molto attentamente, molto lentamente, in più direzioni e scegliere il punto che più si predispone per la lettura e la misurazione dell’angolo di intersezione delle linee di Retzius  che nell’elefante attuale forma un angolo ottuso di circa 124°, mentre nell'elefante primitivo forma un angolo acuto di circa 73°.

Sezione di avorio di mammut
con angolo acuto a 73°
Sezione di avorio di elefante con linee di Retzius
formanti un angolo ottuso di 124°
Superficie di avorio di mammut
con angolo acuto a 73°
Superficie di avorio di elefante con linee di Retzius
formanti un angolo ottuso di 124°

Tra le tante indagini scientifiche avanzate utilizzate per la separezione tra l’avorio fossile e l’avorio attuale l’unica che si è ritenuta utile è stata quella del C14, essa è in grado di identificare e dividere anche l'avorio attuale dall'avorio degli anni '70, è un’analisi relativamente costosa che dovrebbe essere imposta a carico del detentore dell'oggetto presso tutte le dogane europee per un'identificazione certa del materiale importato.

"Si dice che l'Elefante sia una creatura intelligentissima, e che pratichi cerimonie funebri accarezzando le ossa e le zanne del parente defunto. Assieme ai delfini e a pochi primati è l'unico animale in grado di riconoscersi allo specchio. Eppure l'uomo non ne ha mai avuto pietà"

LONDRA - Il 2011 è stato un anno "terribile" per gli elefanti, vittime dei bracconieri alla ricerca di avorio da vendere in Asia. A dirlo è l'organizzazione ambientalista 'Traffic'. Nel 2011 sono state sequestrate 23 tonnellate di avorio, cifra che si può raggiungere solo uccidendo almeno 2.500 animali.