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Materiali gemmologici organici

Sotto la voce di Materiali gemmologici organici si intendono tutti i materiali costituiti da sostanze organiche prodotte da esseri viventi di origine animale e vegetale. La classificazione delle gemme organiche si suddivide in materiale gemmologico derivante da parti di animali come: avorio, osso, corallo, conchiglia tartaruga, opercolo, madreperla, corno.

  • Materiale gemmologico derivante da parti di vegetali come: legno, semi o avorio vegetale.
  • Materiale gemmologico derivante da secrezioni di animali come: perle in tutte le loro varietà.
  • Materiale gemmologico derivante da parti di secrezioni vegetali come: copale, resine naturali
  • Materiale gemmologico organico fossile come: ambra, Mammut, giaietto, ammonite, simonellite.

L’avorio e il mammut: differenze ed identificazione.

Essere ben informati su questo materiale è molto importante; saper distinguere l'avorio dal mammut non ha soltanto un valore professionale ma etico.

Gli elefanti sono patrimonio dell'umanità, non possono essere fonte di guadagno per alcuni, e la loro estinzione è un grave danno all’umanità.

ll CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie protette), è entrato in vigore in Italia il 31 dicembre 1979. L'import, l'export e la vendita sono illegali, tranne per l'avorio importato in Italia prima del 1989 e registrato. In Italia le leggi del 7 febbraio 1992 n.150 e del 13 marzo 1993 n.59, conseguenti alla Convenzione Internazionale di Washington del 1973, tutelano la salvaguardia di specie animali in via di estinzione. Poiché certe specie vengono cacciate a causa dell’avorio che se ne può trarre, chi commercia questo prodotto ricavato da animali uccisi dopo il 1992 commette reato.

Gli animali più utilizzati sono: l’elefante, il rinoceronte, l’ippopotamo, il narvalo e tanti altri.

 
Miniatura realizzata in avorio di mammut Sezione di zanna di mammut

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Avorio vegetale

Come imitazione dell'avorio vengono utilizzati i semi di alcune palme, tra queste la più importante è la Phytelephas macrocarpa, denominata anche Ivory Nut Palm. Il frutto è grande quanto un uovo di gallina, ed è costituito quasi esclusivamente da cellulosa di riserva. Il suo indice di rifrazione è simile a quello dell'avorio mentre la sua densità è di 1,40-1,43. La sua superficie è priva di linee.

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Corallo aureo

Ingrandimento a 75x

Corallo aureo: Non appartiene al genere corallium ma agli esacoralli antipatari. La barriera corallina non è materiale gemmologico perché composta da altri organismi  come le madrepore, ma alcuni di loro vengono comunque utilizzati a scopo ornamentale.

Il Corallo aureo è chiamato così perché ha riflessi dorati, scoperto nel 1970 ad una profondità di 300-400mt ha un aspetto particolare, o meglio presenta un effetto ottico simile ad un gatteggiamento, per evidenziare questo effetto si trova spesso tagliato a caboschon.

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Corallium nigrum o antipatari

 Corallium nigrum o ANTIPATARÎ - Non appartiene al genere corallium (ottocoralli) ma a gli antipatari (esacoralli).

Gli ottocoralli a cui appartengono le categorie dei coralli più pregiati presentano dei polipi con 8 o multipli di otto tentacoli e 8 pareti gastrovascolari; mentre gli escoralli presentano polipi con 6 o multipli di 6 tentacoli e 6 pareti gastrovascolari. Un tipo di corallo di qualità nera, possiede uno scheletro assiale cheratinoso compatto, stratificato è per lo più smidollato è composto quasi interamente da una sostanza cornea; inoltre ha una particolare struttura “tipo” vegetale.

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Keshi micro perle

La parola keshi significa semi di papavero. Queste perle sono di dimensioni molto piccole (qualche decimo di mm), prive di nucleo e solitamente non sono sferiche. Sono formate da piccole particelle che accidentalmente si introducono nel mollusco perlifero (come dei granelli di sabbia o microorganismi).